Sbiancamento domiciliare con mascherine personalizzate

Come funziona il protocollo di sbiancamento domiciliare supervisionato dal dentista, perché richiede più tempo ma meno sensibilità rispetto alla tecnica in studio.

Lo sbiancamento domiciliare professionale, da non confondere con i kit da banco acquistabili senza prescrizione, prevede la realizzazione di mascherine su misura del paziente, costruite in laboratorio odontotecnico a partire da un'impronta o una scansione delle arcate. Queste mascherine, sottili e trasparenti, sono progettate per contenere il gel sbiancante a stretto contatto con la superficie dentale, minimizzando al contempo il contatto con i tessuti gengivali circostanti.

L'agente attivo utilizzato in questo protocollo è tipicamente il perossido di carbammide, a concentrazioni comprese generalmente tra il 10% e il 22% per uso domiciliare — sensibilmente inferiori rispetto alle concentrazioni impiegate in studio. Il perossido di carbammide, a contatto con i fluidi orali, si scinde parzialmente in perossido di idrogeno (il vero principio attivo sbiancante) e urea, quest'ultima con una blanda azione antibatterica aggiuntiva.

Il paziente applica il gel all'interno della mascherina e la indossa per un periodo di tempo indicato dal dentista, tipicamente durante la notte oppure per alcune ore durante il giorno, ripetendo l'applicazione per un numero di sedute che va generalmente dalle 7 alle 14 applicazioni per arcata, a seconda della concentrazione del prodotto e del risultato desiderato. Il risultato finale è quindi più graduale rispetto alla tecnica in studio, ma questa gradualità porta con sé un vantaggio clinico reale: un'incidenza di sensibilità dentinale generalmente inferiore, perché lo smalto è esposto a concentrazioni più basse di perossido distribuite su un periodo di tempo più lungo, invece che a un'unica applicazione concentrata.

Un confronto diretto tra le due metodiche, pubblicato sulla Rivista Italiana di Igiene Dentale, ha misurato un risultato cromatico (espresso come variazione ΔE) di 1,70 per la tecnica in office contro 3,21 per la tecnica domiciliare nello studio considerato — un dato che va contestualizzato caso per caso, ma che suggerisce come lo sbiancamento domiciliare, se seguito con costanza per l'intero ciclo di applicazioni previsto, possa ottenere risultati cromatici quantomeno comparabili, se non superiori, a quelli della singola seduta in studio.

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