Portaimpronta: quello standard flette, e la flessione finisce nel modello

Il portaimpronta è considerato un accessorio, mentre è il supporto su cui il materiale si deforma o resta stabile. Un materiale eccellente in un portaimpronta che flette produce un'impronta imprecisa.

La flessione avviene al momento della rimozione, quando si applica una forza per vincere le ritenzioni. Un portaimpronta in plastica sottile si apre di qualche decimo di millimetro, e il materiale segue quella deformazione.

Il risultato è un'impronta più larga della realtà, in modo uniforme sulle arcate ampie. La corona che ne deriva risulta larga e non chiude, e il difetto viene attribuito al materiale invece che al supporto.

I portaimpronta metallici sono rigidi per costruzione e restano il riferimento per la protesi fissa. Quelli in plastica rinforzata con nervature funzionano bene per settori limitati, meno su arcate complete.

Il portaimpronta individuale risolve un problema diverso: lo spessore del materiale. Un portaimpronta standard lascia spessori disomogenei, sottili dove l'arcata è larga e abbondanti dove è stretta.

Il materiale da impronta contrae in proporzione al proprio spessore, quindi spessori disomogenei producono contrazioni disomogenee. Il portaimpronta individuale mantiene uno spessore costante, e la contrazione diventa uniforme e prevedibile.

Lo spazio da lasciare dipende dal materiale. I siliconi per addizione lavorano bene con 2-3 millimetri; i polieteri, più rigidi, ne richiedono meno perché uno spessore eccessivo rende la rimozione difficile.

L'adesivo è il componente che si applica di fretta e che determina se l'impronta resterà solidale al portaimpronta. Un materiale che si stacca durante la rimozione produce una deformazione che nessun controllo visivo rivela.

L'adesivo è specifico per famiglia di materiale: quello per siliconi non funziona sui polieteri e viceversa. Va steso su tutta la superficie interna e sui bordi, e va lasciato asciugare il tempo indicato — di solito alcuni minuti.

Applicarlo e caricare subito il materiale significa non averlo applicato: il solvente non è evaporato e il legame non si forma.

Le perforazioni sono un'alternativa meccanica all'adesivo, adatta agli alginati ma non ai materiali per protesi fissa. Il materiale che fuoriesce dai fori forma ritenzioni, ma la ritenzione è puntiforme e non impedisce il distacco fra un foro e l'altro.

Per le impronte funzionali di protesi totale il portaimpronta individuale non è un'opzione: è un requisito. La modellazione dei bordi richiede un supporto che arrivi vicino al fondo del vestibolo senza superarlo, e nessun portaimpronta standard lo fa.

In sintesi: rigidità per non deformarsi alla rimozione, spessore uniforme per una contrazione prevedibile, adesivo specifico steso e lasciato asciugare. Tre condizioni che valgono più della scelta fra un silicone e un altro.