Perossido di idrogeno vs perossido di carbamide nello sbiancamento

Le differenze chimiche tra i due principi attivi più usati nello sbiancamento dentale, e perché la scelta tra l'uno e l'altro non è solo una questione di efficacia ma anche di sensibilità post-trattamento.

Il perossido di idrogeno è, in ultima analisi, il vero principio attivo responsabile dell'effetto sbiancante in entrambi i prodotti: agisce liberando radicali liberi e composti ossidanti che rompono i legami chimici delle molecole cromogene responsabili della pigmentazione, in un processo che coinvolge sia le macchie superficiali sia, in parte, la struttura più interna del dente. Il perossido di carbammide, invece, non è un agente sbiancante diretto: a contatto con l'acqua e i fluidi orali si decompone in perossido di idrogeno e urea, quest'ultima priva di azione sbiancante ma con una blanda proprietà antibatterica.

Una differenza chimica rilevante riguarda la velocità e la profondità di rilascio del principio attivo. Il gel a base di perossido di idrogeno puro mantiene oltre l'86% della sua concentrazione iniziale anche dopo 45 minuti di applicazione, un dato che ne spiega sia la maggiore rapidità d'azione sia, allo stesso tempo, la maggiore associazione con la sensibilità dentinale post-trattamento. Il perossido di carbammide, pur contenendo la stessa sostanza attiva, la rilascia in modo più graduale attraverso un processo di scomposizione progressivo, per cui la quantità che raggiunge effettivamente la camera pulpare in un dato momento risulta inferiore.

Sul piano dell'efficacia clinica comparata, la letteratura non mostra un vincitore assoluto: alcuni trial hanno osservato che l'uso ad alta concentrazione del perossido di carbammide in studio ha in parte ridimensionato il problema della sensibilità dentinale rispetto al perossido di idrogeno puro, senza che vi sia consenso definitivo sul fatto che uno dei due offra un risultato estetico superiore in termini assoluti. La scelta tra i due principi attivi dipende quindi più dal contesto clinico specifico — tecnica in studio o domiciliare, sensibilità individuale del paziente, tempo a disposizione — che da una superiorità intrinseca dell'uno sull'altro.

Dal punto di vista della sicurezza sullo smalto, entrambi i principi attivi sono considerati sicuri se utilizzati alle concentrazioni e per i tempi raccomandati: non danneggiano la struttura minerale del dente in modo permanente, sebbene concentrazioni molto elevate di perossido di carbammide (attorno al 37%) possano alterare lievemente la micro-durezza degli strati più esterni della dentina, un effetto che la ricerca continua a monitorare nei protocolli ad alta concentrazione.

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