Legature e molle: l'attrito consuma una parte della forza prima che arrivi al dente
La forza che si applica a un arco non arriva intera al dente. Una parte viene consumata dall'attrito fra arco, bracket e legatura, e quella parte è più grande di quanto si immagini.
Nelle meccaniche di scorrimento, dove il dente deve muoversi lungo l'arco, l'attrito può assorbire una frazione importante della forza applicata. È il motivo per cui gli spazi si chiudono più lentamente del previsto.
Le legature elastiche sono comode, rapide e disponibili in ogni colore, il che ha un valore reale con i pazienti giovani. Il loro limite è il decadimento: perdono una parte significativa della forza nelle prime ore.
Questo ha due conseguenze opposte. Come sistema di legatura peggiorano la presa dell'arco nel bracket col passare delle settimane; come sistema di trazione, l'elastico a catenella perde efficacia molto prima del controllo successivo.
Le legature metalliche non decadono e permettono di regolare la forza di serraggio. Strette danno il massimo controllo dell'arco, allentate lasciano lo scorrimento più libero.
Nelle meccaniche di chiusura degli spazi, una legatura metallica lasca sui denti che devono scorrere riduce l'attrito in modo apprezzabile, ed è una tecnica che non costa nulla.
Le molle in nichel-titanio hanno lo stesso vantaggio degli archi della stessa lega: rilasciano una forza pressoché costante lungo un ampio intervallo di deformazione.
La molla in apertura si usa per creare o mantenere spazio, tipicamente prima di riportare in arcata un dente incluso o per ricostruire lo spazio di un elemento perso. Va compressa di poco: una compressione eccessiva non aumenta la velocità ma solo la forza.
La molla in chiusura sostituisce la catenella elastica dove serve una forza costante nel tempo. Costa di più, ma la differenza di prestazione fra la terza e la sesta settimana è netta.
La scelta fra catenella e molla dipende dall'intervallo fra i controlli. Con appuntamenti ravvicinati la catenella è adeguata; con intervalli lunghi, la molla mantiene la forza mentre la catenella l'ha già persa.
La forza corretta per il movimento dentale è più bassa di quanto si tenda ad applicare. Gli intervalli citati in letteratura per il movimento corporeo si collocano orientativamente fra 100 e 150 grammi, e superarli non accelera nulla.
Un dinamometro in studio è uno strumento economico che permette di verificare la forza che si sta effettivamente applicando, invece di stimarla. È il modo più semplice per scoprire che si stava lavorando col doppio della forza necessaria.
In sintesi: l'attrito consuma una parte della forza applicata, le legature metalliche allentate lo riducono, le molle NiTi mantengono la forza costante mentre le catenelle decadono, e la forza corretta è più bassa di quella che si applica per abitudine.