Misurare la placca: senza un numero registrato non sai se il paziente sta migliorando
Alla fine di una seduta di igiene il giudizio più frequente è che il paziente sia migliorato o peggiorato, e quel giudizio si basa su un ricordo di sei mesi prima.
È una base debole. La memoria clinica su qualcosa di graduato come la quantità di placca non è affidabile a distanza, e tende a essere influenzata da come il paziente si presenta quel giorno.
Un indice risolve il problema producendo un numero, che ha due vantaggi: è confrontabile nel tempo e si può mostrare alla persona.
L'indice di placca di O'Leary è il più pratico per l'uso quotidiano. Si registra la presenza di placca su quattro superfici per dente dopo l'uso del rivelatore, e si calcola la percentuale di superfici con placca.
La registrazione richiede pochi minuti e produce un dato che il paziente capisce senza spiegazioni: una percentuale è immediata dove una descrizione non lo è.
L'obiettivo comunemente indicato è sotto il venti per cento, che è raggiungibile e quindi utile come traguardo. Un obiettivo irrealistico scoraggia invece di orientare.
L'indice di sanguinamento al sondaggio misura una cosa diversa e complementare: non quanto il paziente pulisce, ma come i tessuti stanno rispondendo.
Si registra la percentuale di siti che sanguinano, ed è più affidabile dell'indice di placca come indicatore di infiammazione, perché la placca si può rimuovere il mattino della visita.
È il motivo per cui i due indici vanno letti insieme. Placca bassa e sanguinamento alto indicano che il paziente ha pulito bene solo quel giorno, oppure che c'è un fattore diverso in gioco.
L'uso più efficace non è diagnostico ma comunicativo. Un paziente che vede la propria percentuale scendere da cinquanta a venticinque riceve una conferma concreta che nessun complimento generico sostituisce.
Il rischio è usarli come giudizio invece che come strumento. Un indice presentato come una pagella produce difensività e allontana; presentato come una misura condivisa apre a un obiettivo.
Vale la pena registrare anche le zone e non solo il totale, perché la distribuzione dice cose che la percentuale nasconde: placca concentrata nei settori posteriori destri suggerisce un problema di tecnica in un paziente destrimane.
In sintesi: la memoria clinica non è affidabile a sei mesi, l'indice di O'Leary produce una percentuale comprensibile, il sanguinamento misura la risposta dei tessuti e i due vanno letti insieme, l'uso migliore è mostrare il miglioramento, e la distribuzione dice più del totale.