Gengivite necrotizzante: dolore intenso e alito caratteristico sono il quadro da riconoscere

Le forme necrotizzanti sono l'unica condizione parodontale che si presenta come urgenza, e vanno riconosciute perché la gestione è diversa da tutto il resto.

Il quadro ha tre elementi che compaiono insieme, e la loro combinazione è caratteristica: dolore intenso, papille interdentali necrotiche con aspetto scavato, e sanguinamento spontaneo.

Il dolore è ciò che distingue subito questa forma da una parodontite comune, che è tipicamente indolore. Un paziente che si presenta per dolore gengivale acuto ha con buona probabilità questo quadro.

Le papille appaiono decapitate, con una superficie ulcerata coperta da una pseudomembrana grigiastra che si rimuove lasciando una superficie sanguinante.

L'alito è caratteristico e viene riconosciuto da chi l'ha già incontrato, ma non è un criterio diagnostico sufficiente da solo.

I fattori predisponenti sono costanti e vanno indagati tutti. Stress intenso, fumo elevato, igiene orale trascurata, malnutrizione, immunodepressione e privazione di sonno.

La combinazione tipica è uno studente in sessione d'esami o un lavoratore in un periodo di carico eccezionale, che fuma di più, dorme meno e ha smesso di curare l'igiene.

L'immunodepressione va considerata sempre. Nei casi che non rispondono al trattamento o che recidivano, un approfondimento sullo stato immunitario è appropriato.

Il trattamento della fase acuta prevede la rimozione delicata del tessuto necrotico e dei depositi, con strumentazione ultrasonica a bassa potenza e abbondante irrigazione.

È una delle poche situazioni in cui la strumentazione immediata è indicata nonostante l'infiammazione acuta, perché rimuovere il substrato batterico è ciò che interrompe il processo.

L'antibiotico sistemico si riserva ai casi con coinvolgimento sistemico, febbre o linfoadenopatia, e non è la terapia di base: la strumentazione lo è.

Il controllo va programmato a distanza di giorni e non di mesi, perché la fase acuta si risolve in fretta ma i difetti dei tessuti interdentali restano e richiedono una gestione a sé.

In sintesi: dolore intenso, papille necrotiche e sanguinamento spontaneo insieme identificano il quadro, i fattori predisponenti vanno indagati tutti compresa l'immunodepressione, la strumentazione immediata è indicata, l'antibiotico è riservato ai casi con coinvolgimento sistemico, e il controllo è a giorni.