Quando una protesi fallisce: la causa sta quasi sempre a monte del sintomo

Rifare una protesi fallita con la stessa tecnica che l'ha prodotta significa ottenere lo stesso risultato, con qualche anno di ritardo. La diagnosi della causa è la parte del lavoro che si tende a saltare, perché il paziente chiede una soluzione e non un'analisi.

La decementazione ripetuta è quasi sempre un problema di ritenzione, non di cemento. Un moncone corto o troppo conico non trattiene, e cambiare cemento sposta il fallimento di qualche mese senza risolverlo.

La verifica è semplice: si misura l'altezza del moncone e si valuta la convergenza. Sotto i 3 millimetri di altezza o sopra i 20 gradi di conicità totale, la causa è quella e va corretta con elementi ritentivi aggiuntivi o con allungamento di corona.

Se invece la geometria è adeguata, si guardano i contatti occlusali. Una decementazione su una preparazione ritentiva indica quasi sempre un contatto eccentrico che genera forze di trazione durante i movimenti laterali.

La frattura della ceramica ha cause diverse secondo dove si verifica. Una frattura al margine incisale in un paziente con guida anteriore ripida indica sovraccarico funzionale; una frattura in zona occlusale posteriore indica più spesso spessore insufficiente.

La frattura che coinvolge anche la struttura sottostante è invece un problema di progettazione: una connessione troppo sottile in un ponte, o un cantilever eccessivo. Rifare lo stesso disegno produce lo stesso esito.

Le fratture ricorrenti nello stesso punto in un paziente bruxista hanno una causa che nessun materiale risolve. Lì la scelta è fra un materiale monolitico più tenace e un dispositivo di protezione notturna, e generalmente servono entrambi.

La frattura del moncone sotto una corona è l'esito peggiore perché spesso comporta l'estrazione. La causa più frequente è l'assenza di effetto ferula: senza una fascia di dentina sana circonferenziale, il carico si concentra alla base della ricostruzione.

Quando si trova un moncone fratturato, prima di ricostruire va verificato se esiste ferula sufficiente per la nuova corona. Se non c'è, ripetere il lavoro significa programmare il prossimo fallimento.

L'infiltrazione marginale con carie secondaria indica un margine non sigillato, e le cause si dividono in due. Un difetto di adattamento della corona, che si vede alla sonda; oppure un margine posizionato in una zona non detergibile dal paziente.

Il secondo caso è più frequente ed è un errore di progettazione: un margine profondo sottogengivale in un paziente con igiene difficoltosa produce carie indipendentemente dalla precisione del restauro.

L'analisi del fallimento richiede di guardare il pezzo rimosso, non solo il dente. Il tipo di frattura, la presenza di cemento residuo, l'usura sulle superfici occlusali raccontano cosa è successo meglio di qualunque descrizione del paziente.

In sintesi: decementazione ripetuta significa ritenzione o occlusione, frattura ceramica significa spessore o carico, frattura del moncone significa ferula assente, infiltrazione significa margine mal posizionato. Ogni fallimento indica una correzione precisa, e ripetere il lavoro senza farla è la sola scelta certamente sbagliata.