Ergonomia nello studio dentistico: prevenzione dei disturbi

Perché i disturbi muscoloscheletrici sono un rischio professionale concreto per dentisti e igienisti, e le indicazioni pratiche della FDI World Dental Federation per una postura corretta al riunito.

La pratica odontoiatrica impone al corpo posture statiche e prolungate, spesso innaturali: chinarsi ripetutamente sul paziente, mantenere collo e schiena in flessione per ore, ed eseguire movimenti fini e ripetitivi con mani e polsi sono tutte condizioni che, accumulate nel tempo, rendono i disturbi muscoloscheletrici uno dei rischi professionali più concreti e sottovalutati della professione. Le patologie più comuni tra i professionisti del settore includono lombalgia, cervicalgia, sindrome del tunnel carpale e tendiniti a livello di spalle e braccia — condizioni che, se trascurate, possono compromettere seriamente la longevità professionale.

La FDI World Dental Federation ha pubblicato linee guida pratiche su ergonomia e postura corretta durante i trattamenti, nell'ambito di un progetto più ampio dedicato alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro odontoiatrico. Il principio di fondo è che l'ergonomia non va trattata come un dettaglio secondario, ma come un investimento diretto sulla salute e sulla produttività a lungo termine dello studio: un professionista che lavora in una postura corretta è più concentrato, commette meno errori e sostiene ritmi di lavoro più lunghi senza affaticarsi eccessivamente.

Sul piano pratico, le raccomandazioni più rilevanti includono: mantenere la schiena il più possibile allineata, evitando torsioni prolungate del busto verso il paziente; alternare, dove possibile, la posizione seduta a quella in piedi durante la giornata lavorativa; utilizzare sistemi di ingrandimento (occhiali ingrandenti o microscopio operatorio) che, oltre al beneficio clinico diretto, permettono di lavorare a una distanza di lavoro maggiore riducendo la necessità di curvarsi eccessivamente sul paziente; e curare l'illuminazione del campo operatorio per evitare movimenti compensatori del collo dettati dalla scarsa visibilità.

Anche l'attrezzatura dello studio gioca un ruolo diretto: poltrone operative e sgabelli ergonomici, progettati per supportare la naturale curvatura della colonna vertebrale durante le lunghe ore di lavoro, non sono un semplice arredo ma veri e propri strumenti di prevenzione. Un riunito ben progettato, con strumenti posizionati per ridurre movimenti innaturali del busto e del collo, contribuisce in modo diretto a ridurre l'affaticamento cumulativo nel corso della giornata e della carriera.

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